Il Consiglio di Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre nella

seduta del 30 e del 1 ottobre ha discusso la richiesta di slittamento dell’attività

didattica presentata dai ricercatori con il documento di seguito riportato.

Anche grazie alle parole del presidente della Repubblica pronunciate il primo Agosto
scorso, il tema dell’Università e della ricerca, pur nelle diverse posizioni espresse
dal dibattito, è tornato all’attenzione dell’opinione pubblica. Anche il governo, con la
conferenza stampa tenuta congiuntamente dal Ministro Tremonti e dal Ministro Gelmini,
non ha potuto fare a meno di manifestare una qualche forma di sensibilità per i temi della
protesta.
Per quanto attiene più direttamente le iniziative dei Ricercatori, nel mese di
settembre si sono svolte due assemblee nazionali, una il 17 e l’altra il 24 di settembre. In
entrambe le assise si è confermata la determinazione dei ricercatori a proseguire nelle
iniziative di lotta (il 54% dei ricercatori ha confermato l’indisponibilità alla didattica) al fine di
sottolineare non solo l’avversità al disegno di legge Gelmini (di cui è ripreso l’iter alla
Camera dei deputati) ma di denunciare l’attacco complessivo portato al sistema
universitario sotto il profilo, culturale, economico finanziario e di mero funzionamento.
L’affermazione che l’Università italiana debba continuare ad essere pubblica e libera
è condivisa da tutti e allo stesso tempo è patrimonio comune la richiesta al governo di
impegnarsi ad assicurare l’autonomia dell’Università e di tornare a considerare l’Università
un investimento prioritario per il futuro del Paese. E’ inevitabile non vedere nelle difficoltà
in cui oggi versa il sistema scolastico primario e secondario un’anticipazione di cosa potrà
succedere al sistema universitario pubblico se le “riforme” minacciate diventassero atti
legislativi cogenti.
E’ questo il momento di far sentire le ragioni del disagio, di manifestare la insoddisfazione
per come viene rappresentata l’Università, per denunciare le progressive difficoltà
economiche del sistema che ne comprimono ormai non solo i margini di innovazione ma il
regolare funzionamento e quindi i livelli minimi di offerta.
E’ questo il momento di denunciare il comportamento inaccettabile del governo italiano
che taglia risorse al sistema universitario mentre gli altri Paesi Europei fanno esattamente
il contrario, accrescendo così il divario tra noi e l’Europa.
E’ questo il momento di denunciare i tagli agli stipendi, il blocco del turn over, la
mortificazione del blocco degli scatti stipendiali che si accaniscono soprattutto sui
neoassunti.

A seguito di una ampia e prolungata discussione il cdf ha approvato con due soli
astenuti di:
– slittare l’inizio dei corsi dell’anno accademico 2010/2011 dal 4 all’11 Ottobre e di
sospendere tutte le attività didattiche previste nei corsi di laurea. Di promuovere iniziative
di informazione e discussione, rivolte principalmente agli studenti, sugli interventi
legislativi del governo e sugli effetti di questi nonché sulle ragioni della protesta.

Roma, 1 Ottobre